A volte…ritornano…

Per quanto mi sforzi di farmi scendere alcune cose che leggo, proprio non riesco.

Per questo, ho deciso d’ora in poi di non accedere più a nessun social. E’ superfluo ripetere quanto il mondo della pesca a spinning sia diventato una ciste piena di pus pronta ad esplodere. Un mondo di interessi contrastanti, di scontri personali per pesci ignari di una situazione comica, interesse predominante di un industria atta all’auto distruzione.

Interessi di cui vorrei far parte anche io, alla ricerca perenne di collaborazioni, di esche gratis, di canne da pesca e cianfrusaglie che altro non servono se non a (di)mostrare di avere il pene più lungo degli altri.

L’altra mattina, a pesca in solitaria, mi sono fermato a ragionare, tra un barracuda  e l’altro. Qualche anno fa’, non vedevo l’ora di andare a pesca per agganciare un barracuda puzzolente, perché l’obiettivo era far tremare le gambe. Le foto? Non erano nemmeno previste.

Non ho mai avuto una digitale in vita mia. Sino a quando…

Foto 1

Sino  a quando non vidi quanto fosse bello ricevere complimenti per i pesci mostrati in foto. “Che bestia”, oppure “Quanto è grande!”. Certo, abbinare i pesci a questi commenti fa molto set porno, ma seppur in maniera idealizzata, si parla sempre di crescita di un pene immaginario.

Ed è li che cominciò il calvario che modificò per sempre l’obiettivo della mia pescata : La foto contrapposta al divertimento.

Sentivo parlare di foto scattate per i giornali, di articoli sulle riviste di pesca. E nel mio piccolo, con totale ignoranza su un mondo marcio, bastava avere una foto bruttissima per alimentare il mio ego.

Foto 3

Ma arrivò il momento in cui il mostro che cresceva dentro, esplicitò il bisogno di alimentarsi in modo diverso e sempre maggiore. Allora cominciai a pubblicare le foto sui forum, con report che letti adesso hanno del novizio senza malizia, ergo del guru dopo un barracuda. Ho sempre pensato di farlo per spirito di condivisione, quando in realtà una parte era comandata dal mostro senza fondo che piano piano cresceva in me.

DSC_0106Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Nel fare foto ai pesci, ci si accorge di quanta è bella la natura che ci circonda. Ed anche se questa non è la giusta sede, e può anche non fregarvene un cazzo, voglio informarvi che a giorni esco solo per fare foto. Ma è giusto per sottolineare che non sempre prendendo strade sbagliate, ci si riempe solo la bocca di feci.

Foto 4

Ma il colpo di grazia l’ho avuto conoscendo i rappresentanti delle aziende. Perché loro prendono un carrettone di roba a gratis ed io non posso farlo? La risposta è in un mucchio di cose che non ho voglia di elencarvi, lascio ad ognuno di voi pensarla diversamente.

So solo che da quel momento in poi, il mostro che era dentro di me ha preso il sopravento. E via a cercare pesci, per fare le foto, seppur esche in bocca ai pesci non ho mai avuto il coraggio di metterne, per dimostrare che anche io potevo essere un potenziale pro staff.

Foto 9

E poi, ritorno in me. Ritorno alla scogliera, al sole che mi accarezza il viso, alla salsedine che rovina la pelle, alla leggera brezza che divide con me la sigaretta, ad un’alba magnifica che non lascia spazio a nessun pensiero negativo.

Una botta in canna fa tremare il mio già debole cuore, un salto fuori dall’acqua e dei magnifici colori illuminano la mia mattina. Il mio pesce preferito. Le gambe, rilassate dal mio pensare, sono tornate a tremare. Uno strike improvviso, una sensazione che forse dal 2006  non provavo. Quando comincio a viaggiare con la mente, è come se distaccassi pure il corpo, portandomi a pensare di avere qualcosa più vicino all’autismo che al sognatore tipico.

Una vergogna mai provata, per aver ridotto la mia passione in un continuo cercare interesse. Sfociata nel peggiore dei mali con questo blog. Quindi basta. Non con il blog, che comunque mantiene una storicità non indifferente,e che posso ancora salvare dal mostro dell’ego.

Basta con l’andare a pesca con l’intento di pescare solo per mettere due foto in questo spazio. Ma le foto….

Foto 8

Le foto sono l’unica cosa che non rinnego dei momenti in cui rincorrevo i tumori…seppur non sia un fotografo provetto, non abbia basi, e comunque non me ne frega niente. Quelle posso condividerle senza scrivere nulla, perché parlano da sole.

E ringrazio queste due lampughe, che in uno dei giorni più importanti della mia vita, il 19 Settembre, mi hanno regalato delle emozioni sane, quelle che forse dovrei rincorrere sempre.

DSC_0197

Vi lascio con qualche scatto fatto dall’alto, niente di eccezionale ma sono riuscito ad immortalarle come meglio potevo.

Foto 5

Penso di poter riuscire a spostare l’attenzione più sulle foto, che sulla cattura, e quindi, rendere protagonista il pesce e non la persona. Ed è quello che perseguirò, sino a quando non cambierò di nuovo idea.

Foto 7

Perché sono certo di avere tanti pregi, ma la velocità con cui cambio idea sulle cazzate che non valgono niente è disarmante.

Matte

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