sweet child on mine

Autunno.

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Le temperature si abbassano, i paesaggi si rilassano, ed il sole che batteva forte sino a tarda sera, lascia spazio alla notte ogni giorno qualche minuto prima.

Ringrazio ogni giorno della mia vita la fortuna di vivere in Sardegna. Sono conscio del fatto che milioni di voi non hanno, e forse non avranno mai, la possibilità di vivere un alba o un tramonto nei luoghi che per noi sono la routine, ma che quando, causa pandemia globale, non puoi andare al mare per 3 mesi, tornano ad avere l’importanza che meritano, una esplosione di colori, profumi e sensazioni senza i quali non potresti vivere.

Venite in Sardegna. Entrate in punta di piedi e rispettatela. Fate tesoro degli odori, dei colori, delle sensazioni, innamoratevi del mare in tempesta o dell’acqua cristallina, fermatevi un attimo, sedetevi sopra una roccia ad osservare il tramonto e staccate il cervello

Autunno.

Il momento migliore. Il turista occasionale è partito, ha fatto finta di portare il benessere economico, alcuni ci hanno preso per africani, altri hanno capito che non sono a casa loro. Poco importa.

Le spiagge si svuotano, le scogliere lasciano spazio al rumore dei grilli e degli uccelli, l’alba e il tramonto necessitano di una felpina. Si respira un aria diversa.  

Autunno.

E mi prudono le mani. Le sento già in canna. percepisco gli schizzi, le bollate, le allamate, fremo dallo scendere in scogliera. Sono ancora a letto e vorrei essere già sul mare. In macchina le sensazioni si fanno più forti, la discesa in scogliera è lunga ma sembra infinita. Ed una volta giù…

Autunno.

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Le lampughe sono puntuali, un orologio svizzero. Questo anno sono state molte meno degli anni passati. Non ho avuto molte possibilità di andare a cercarle con condizioni ottimali, e certamente, la fortuna di trovarle in kayak, mi ha aiutato nel timbrare il cartellino, però sia come taglia, sia come numero, a sentire anche altri amici che le hanno battute in modo forsennato, hanno tradito le aspettative.

Alcuni hanno associato la riduzione ad un incremento dei tonni alleterati, che tutt’ora si trovano in grande numero sotto le nostre coste. Io che non ho l’esperienza per potermi esprimere, ne ho solo pagato le conseguenze come divertimento.

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Pazienza. L’importante è provarci sempre. L’estate è stata lunga e bellissima, pensavo in un autunno color brasile, e invece, sono riuscito a malapena ad agganciarne una decina, di cui alcune slamate.

La fortuna di essere uscito alcune volte in kayak, mi ha permesso di lanciare sulle bollate. A volte andava bene, altre meno.

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La capacità di questi predatori di passare da un momento di frenesia incredibile a un disinteresse generale verso le nostre esche, le rende tanto affascinanti quanto odiose.

Alcuni giorni, il primo giro è quello buono. Altri, dopo tutta una mattina a lanciare, il giro buono è a sole alto quando ormai le speranze sono perse. Per questo, bisogna lanciare, lanciare e lanciare.

E sul kayak, per me è stato tutto nuovo. L’ho acquistato senza pedali per tenermi in forma e prendere un po di sole, vista l’allergia che ho per le spiagge e per la gente. Alla fine ho ceduto alla tentazione, e ci sono uscito a pesca.

Non essendo un kayak pensato per la pesca, è necessario coordinare bene movimenti e intenzioni, sopratutto con il pesce in canna. Però dopo alcune slamate, ho addrizzato il tiro, e ho issato il pesce a bordo senza troppi fronzoli. Pur avendo il coppo, l’adrenalina è sempre troppa per pensare ed agire in maniera corretta.

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Il primo giorno in cui le ho agganciate è stato bellissimo. Mi sono goduto l’alba comodamente seduto in kayak, mare piatto, assenza di vento. E dopo alcuni giri sotto costa,le ho trovate banchettando sulla minutaglia. Sono stati 15 minuti di follia.

Sparivano, riapparivano, seguivano ma non mangiavano, ma già vederle sotto il kayak, è stata una bella emozione. Chiaramente, le poche lampughe prese sono state tutte rilasciate.

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Immancabile la foto pubblicitaria, con la mai troppo poco compianta 4 Sport Outdoor.

Almeno la lampuga rende la foto interessante.

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Non amo andare a cercare i pesci serra. Questa è una costante.

A volte, è capitato di agganciarli cercando le spigole in mareggiata, altre volte, cercando le spigole dentro i porti, ma non ho mai organizzato un’uscita alla ricerca di quei pesci schifosi.

Il barracuda è peggio. Cerchi le lampughe, a luce, ed esce un barracuda. Cerchi un bello spot con una batimetrica interessante? Ed ecco un barracuda.

Vai a fare colazione? Prendi un barracuda.

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E tra tutte le esche che potevano devastare, hanno scelto sempre il meglio. Con quello che costano le esche serie oggi, il mio consiglio per i giovani è : iniziate a drogarvi. Spenderete sicuramente meno, e avrete meno giramenti di palle tra pesci che non mangiano, scadute perse per impegni improrogabili e personaggi della pesca ampiamente discutibili.

Scherzi a parte, questa è una pesca meravigliosa. Ti spinge ad imparare velocemente l’economia domestica, se non vuoi finire sul lastrico.

Black Minnow, par exemple, docet.

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A volte la taglia interessante colmava la totale mancanza di grazia e bellezza che certamente non si addice al più stupido dei predatori. In altri tempi, avrei detto, meglio di niente, ci togliamo il cappotto.

Oggi dico meglio niente.

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Vi lascio con una foto da cremino,con giubottino da saturday night abbinato a mojito e sigaretta. E non è nemmeno la prima volta che accade, e di certo, non sarà nemmeno l’ultima.

Questo succede quando scarichi la macchina e ti dimentichi di rimettere la giacca da pesca. Non mi salva nemmeno lo sguardo sveglio.

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E dopo questa carrellata di foto, più per documentare che in Sardegna si sta bene (sebbene il covid cerchi di minare le nostre sicurezze), che per fornire un effettivo contributo al mondo trash della pesca a spinning, vi anticipo che il prossimo articolo sarà decisamente più interessante.

Come vive la pesca a spinning una persona che si approccia oggi a questa tecnica ormai praticata da giovani influencer? Può pescare anche senza avere un account instagram? Deve per forza commentare ogni post su facebook? Deve per forza dimenticare la grammatica italiana?

Lo scopriremo prossimamente!

Zio Patte

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