Adrenalina da frizione impazzita

Dico solo….wow.

Un uscita in barca con Capitan Santiago e l’amico Eze, si è trasformata, almeno per quanto mi riguarda, in un sogno.

Vi parlo chiaro, non è che abbia portato a terra tutti questi pesci giganti, duranti i miei trascorsi da spinner. Qualche treno l’ho agganciato, alcuni persi per causa esclusivamente mia, altri perchè fuori dalla portata della mia esigua attrezzatura.

Ma passiamo ai fatti.

Circa due settimane fà, visto il meteo quasi favorevole, si decide di uscire in barca. Il mare si prospettava movimentato, condizioni che mettono in subbuglio il mio stomaco delicato, ma che tutti sanno, possono regalare grandi emozioni.

Si decide l’ora, l’attrezzatura da portare, ed eccoci pronti a salpare da un famoso porto del sud Sardegna.

Mi metto comodo su un tubolare, fino a quando non si esce dal porto. Pochi metri oltre l’uscita, il mare comincia già a farsi sentire, schiaffeggiando la chiglia del gommone, e facendomi la doccia ogni tre per due.

Ma non si demorde. Si parla del più e del meno, e tra risate e discorsi leggeri si arriva sul punto buono.

Luca gira il gommone, shakerato dal mare come un cocktail in discoteca. Presa visione del moto ondoso, mi accingo a lanciare, preoccupato maggiormente per il mio equilibrio precario che dell’esca finta.

La osservo ondeggiante mentre cade in acqua, recupero il bando e comincio a jerkare.

Neanche il tempo di fare 4 jerkate che un trenino si impossessa della mia esca, parte verso il fondo e mi costringe a trovare appiglio con i piedi.

Non urlo, non dico niente. Sono perfettamente concentrato sul da farsi. Non posso lasciare in bocca ad un pesce un esca armata con ancorette, ma sopratutto non voglio perderlo. Quest’anno non ho avuto particolare fortuna nella pesca, catture sempre nella norma. Ed una volta agganciato questo pesce, ho pensato davvero di meritarmelo. Una ricompensa per i troppi capotti, le albe e i tramonti a lanciare esche finte in un mare sempre più povero.

Ma i pensieri non durano che una frazione di secondo. Santiago, esperto lupo di mare, vedendo la frizione cantare ed il pesce prendere metri, accende prontamente il gommone, e mi pone in una posizione perpendicolare al pesce.

Adrenalina pura. Parte, si ferma, lo pompo. Riparte più forte, ma sento che è ferrato bene, quindi forzo la mia Avid Inshore fino al limite, senza paura di rompere il 30 libbre. I nodi sono fatti bene e testati a casa.

Sento che questa cattura sarà mia. Lo sento da come l’adrenalina mi scorre nelle vene, ma riesco a tenere la freddezza per anticipare due cambi di direzione. E sento che sale. Percepisco il suo girare intorno, mi nutro della sua stanchezza e tiro. Tiro come se non avessi una canna in mano,ma un bastone.

Vedo la livrea. La sagoma. Un riflesso giallo. Trasalisco all’idea di perderla, ma con una mossa decisa Santiago salpa il pesce con il boga.

Un urlo di gioia rompe il cielo, le onde, mi riempie il cuore e l’anima. Un momento magnifico, coronato, almeno per me, da una splendida cattura, con le persone giuste.

Non è gigante, non è un oversize. Ma per me, è una conquista. La sognavo da tempo, e finalmente, è arrivata.

DSCN8272Grazie per avermi regalato questa emozione.

Matte

 

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