Una porzione di cielo

Non mi piace la terminologia tecnica. E, vi dico la verità, a volte, quando parlo con altri pescatori, annuisco senza sapere di cosa diavolo si stia parlando.

Non tanto le cose base base, fino a quel punto ci arrivo. Ma quando si comincia a parlare di twerking con amo wide gap ad innesco pater noster con lancio a farfalla e recupero alla piguino ingrifato, li, mi perdo.

Ammetto l’ignoranza, ma per ora, per quello che mi interessava fare, cioè andare a prendere una boccata d’aria dopo 8 di ufficio, il significato di alcuni termini non mi è servito.

Nemmeno per agganciare un’esca al moschettone, per lanciare e per ferrare. Nemmeno per capire dove lanciare perchè a volte è proprio questione di istinto.

Altre, forse il più delle volte, di culo.

L’altra sera, con l’amico Luca, il quale comincio a credere mi porti fortuna, siamo andati a fare un tramonto in scogliera.

Lui è arrivato poco prima di me, e vedere sulla punta la sagoma scura  che si accingeva a lanciare mi ha messo la fretta giusta per recuperare il colpevole ritardo.

Il leggero maestrale e l’odore di mare legato a quello della macchia mediterranea, ogni qual volta vado a pesca, mi suscita sempre il pensiero che,se ci fosse un paradiso, sarebbe tale e quale a questi posti.

La campagna si lega perfettamente al mare, come un piatto a base di zucchine e gamberetti. E’ uno spettacolo a livello qualitativo, impossibile da ritrovare nei luoghi che offrono le medesime situazioni. Sta a noi decidere di vivere serenamente,di dedicarci alla conservazione e alla difesa del nostro territorio, optando di diffidare dagli “imprenditori” che la vedono solo ed esclusivamente come opportunità di guadagno, senza nessun rispetto verso il popolo Sardo.

Torniamo alla scogliera. Arrivato saluto Luca e decido di piazzarmi nel punto dove ormai ho messo la tenda. Comodo, vista mare e si lancia discretamente bene.

Cominciamo a lanciare in ogni direzione, fin quando da dietro la sua esca non sbuca la sagoma affusolata e scura del nostro amico barracuda. E’ luce e già seguono. Questo fa presagire che qualche strike lo porteremo a casa. Ed infatti, un paio di lanci, e Luca aggancia il primo barra della serata. Piccolo, ma pur sempre divertente. Ed in men che non si dica, torna in acqua.

La serata passa così, tra agganci e slamate di piccoli barra, sino a quando,ad un certo punto, in pausa sigaretta, mi fermo a guardare il cielo.

Una serata senza vento, con il tramonto alle spalle, il sole di un arancio scuro che rendeva idilliaca l’ennesima serata passata al mare, ma sempre diversa dalle precedenti.

Una serata dove avrei voluto una porzione di quel cielo, da osservare quando le cose non vanno come dovrebbero qui sulla terra. Una porzione di cielo, tale da farmi capire quanto io sia infinitesimamente piccolo e poco bello rispetto a quello spettacolo. Una porzione di cielo utile a staccare la testa da tutto. Una porzione di cielo, punto e basta.

Mi giro da Luca ed esclamo “E’ troppo bella questa serata perchè non esca un pesce decente!”

Finisco la frase, e l’amico aggancia l’ennesimo barrino. Mi giro per chiedere se serve aiuto….e il mio recupero si blocca, la canna si piega, ed istintivo come il respirare arriva la ferrata.

Il combattimento dura poco, spingo l’Avid finchè ne ha perchè capisco che posso farlo. Due fughe verso il fondo sfiniscono il predatore, salpato dalle sapienti mani di luca.

Barra 2

Due foto ricordo e via di nuovo in acqua, in questa splendida serata estiva in compagnia di un amico

image

 

Alla prossima!

Patte

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