Salt Water Wind

Sardegna. Il caldo dell’estate comincia a fare spazio ad un autunno mai banale, iniziato con forti perturbazioni, allagamenti, piogge torrenziali e venti da est – sud / est.

Si prende il buono delle situazioni, e si va comunque a pesca, cercando di sfruttare i tratti di costa mossi dai venti di burrasca, seppur, potendo scegliere, opterei per una bella scaduta di maestrale. Con il fidato Checco Pillo, scegliamo di fare una passeggiata al sud, in mezzo ad una natura incontaminata, riservandoci alcuni momenti per sentirci parte di essa, sdraiati a terra come cani, respirando un secondo i profumi scaturiti da un acquazzone di passaggio.

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Cosa si nasconde dietro la cattura? Qual’è la molla che ci spinge ad esplorare sempre posti nuovi, a ricercare sensazioni diverse?

A volte me lo chiedo. E la risposta la trovo nella serenità che si trova nell’essere senza pensieri, di immaginare i paesaggi prima di arrivare, nella voglia irrefrenabile di scendere dall’auto e cominciare a visitare la scogliera.

E si sale, per poi riscendere. Come in scogliera, nella pesca e nella vita in generale. Si cerca il luogo che riteniamo migliore, si stima un posto per salpare il pesce, un’altro per poggiare le nostre esche, che sia agevole e non troppo lontano.

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E poi ci si libera dal peso fisico delle plano, da quello mentale dei pensieri. Si apre un po tutto in fretta, senza cura, come se ci fosse fretta a carpire tutti i segreti di quel mare, lo stesso da secoli, ma così diverso se per la prima volta ci lanciamo dentro un esca.

Si imbraccia la canna, si apre l’archetto, e via a godersi i colori di un tramonto magnifico.

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La cattura? Come sempre, solo questione di attimi. O di minuti, di ore, di giorni. Dipende da chi va a pesca e a cercare cosa. Fortunatamente non ci possiamo lamentare, non sempre si pescano pesci di taglia ma ci sono giornate in cui tutto va per il verso giusto.

Se interpretata con passione, sacrificio, divertimento ed intelligenza, la pesca a spinning diventa un esempio comportamentale audace, tanto da poter essere ribaltato nella vita quotidiana : un esempio su tutti, sfidare il mare in burrasca, con le dovute precauzioni, solo se ne vale la pena, con il giusto piglio. L’adattarsi alle situazioni, per ottenere il miglior risultato possibile. Oppure, non sempre i pesci sono lontani da dove si hanno i piedi.

Sopratutto, bisogna stare attenti a non abboccare alla prima cosa che luccica, chiedetelo ai fortunati barracuda che sono tornati a nuotare liberi dopo una gita sulla terra ferma.

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E senza pensarci un attimo, in mezzo ad una schiuma che altro non poteva far presagire, incontriamo il salva cappotto per eccellenza, fregato da un long jerk in mezzo ad un mare sin troppo sereno.

L’indomani si bissa. Un po meno mare del giorno prima, ma quanto basta per fare una passeggiata con un amico, senza tante pretese, solo quella di fare una chiacchierata e prendere il fresco mattutino.

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Sono necessari pochi lanci poco prima dell’alba, a scongiurare il cappotto. Lo Shoreline fa sempre il suo sporco lavoro, seppur al momento dell’abboccata, la taglia sembrava diversa, ed una volta salpato, se ne capisce la causa : è stato fortunosamente agganciato in testa.

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Il sole inizia a fare capolino ad est, riscaldando le nostre quattro ossa ed eliminando la quantità di umido impressionante lasciata in regalo dalla notte.

Il mare piano piano si abbandona a se stesso, calmandosi sempre più sino a quasi a diventare una tavola di olio. Senza troppi complimenti, utilizzo il primo popper che mi ritrovo a portata di mano , nessuna scelta ragionata o colori particolari, perché le brasiliane di Ottobre non si fanno pregare per regalarci un’emozione.

Pochi lanci, i primi, quelli in cui si aspetta di tutto. E fortunatamente alcune volte non si deve attendere troppo per parlare brasiliano.

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Chiaramente, neanche a dirlo, dopo una velocissima foto, subito di nuovo in acqua, a terrorizzare nuovamente le aguglie, in attacchi tanto spettacolari da chiederci perché questi splendidi pesci non possano stanziare tutta la stagione sotto costa.

Ma forse è meglio così, l’attesa e le occasioni risicate per pescarle rendono questi pesci ancora più interessanti.

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E giusto per non farsi mancare nulla, poco prima di andare via, notiamo un attacco in superficie. Niente di eccezionale, ma abbastanza per per lanciarci sopra.

Era quotata veramente bassa, arrivati ad una certa ora, “che sia su un jig o su qualsiasi altra esca, attaccherà per forza”. E noi, da gentiluomini quali siamo, scattiamo una foto e la riaccompagniamo dolcemente in acqua, in attesa che cresca, in attesa di ulteriore confronto.

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Alla prossima!

Patte

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