Pesci dispettosi

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Esistono persone vittime di congiure, a cui vengono fatte macumbe evocando pesci persici con teste di capra e uova di lompo?

No, cari miei. Se non pescate non è colpa delle macumbe, ma perché avete capito ben poco di questa pesca. Quando si sbaglia ci si  devono prendere le responsabilità del caso, e se avete congiurato verso gli altri, la sfiga ve la tirate addosso. Per cui, KEEP CALM and GO FISHING.

In giro per la rete (e per i social, non dimentichiamoci), esistono elementi che vivono pensando che gli altri non facciano altro che pensare a loro. Non parlo di me nello specifico, ma in generale. Personaggi che lanciano dardi nel vuoto, scrivendo stati contro ignoti dove ci si riferisce a incredibili catture nate dal desiderio di rivincita.

Rilassatevi. Se la pesca vi fa questo effetto, è meglio che non ci andate. Credo di proferire il pensiero di tutte le persone celebrarmente normodotate, dicendo che a nessuno interessa nulla di nessuno. Ma proprio niente.

Sento di persone che pubblicano le foto dei pesci per far rosicare altri, così si che li si fa un torto eh! Sono sicuro che non dormiranno la notte. Ad un certo punto sopporto più chi le pubblica per farsi i soffocotti da solo, egocentrismo Über alles.

Poi alcuni sono proprio strani. Non vengono cercati da nessuno, ma vorrebbero essere cercati, per avere argomenti di discussione. E quindi via libera sui social ai famosi dardi nel vuoto, sperando di colpire qualcuno con la coda di paglia che prenda fuoco per essere parte attiva di discussioni che riguardano PESCI.

PESCI. Ripeto un’altra volta, PESCI. Parlano di esperienze che non hanno avuto, di attrezzature che non sanno come si usano, di esche di cui sanno il sopranome ma che non hanno mai visto. E di pesci che non hanno mai agganciato.

Prima ero della convinzione che i problemi fossero al di fuori dalla pesca. Che la pesca fosse un modo per sfuggire dai problemi,per rilassarsi. Poi, osservando da vicino le dinamiche che la animano, ti rendi conto che problemi ne inventano parecchi anche in un campo che dovrebbe essere la soluzione e non la causa, dove appena si è visto un barlume di guadagno, la frittata, già cotta e fredda, è volata fuori dalla padella, ha raccolto la sporcizia che ha trovato per terra, ed è stata servita comunque spacciandola per aragosta.

Ci sono ambienti che è meglio evitare, i social sono uno di quelli. O meglio, dove è meglio non mettere bocca. A volte ti trovi a combattere con mulini a vento ed in palio non c’è niente. Solo tempo perso che si potrebbe dedicare alla pesca.

Si potrebbe quasi pensare che la pesca si sia spostata davanti ad uno schermo, davanti agli acquisti compulsivi, davanti a canne legate a bottiglie di plastica per recensirle e esche provate nelle piscine. Ed esiste il rischio concreto, di essere risucchiati da questo ciclone, più semplice di andare a pesca, leggere degli scritti di altri e riportarli pari pari spacciandosi per esperti. Oppure essere valutati bravi pescatori perché si hanno attrezzature super costose, anche se poi il mare non l’hanno mai visto.

Il consiglio che do a me stesso, è che è meglio una passeggiata al mare, anche se a piatta, con sole alto, che un pomeriggio passato sui social. Credo sia lo stesso consiglio che dovreste dare a molti di voi.

Ed ora torno a raccontare le mie solite favole di acqua salata.

Malatte0

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