No more tears

Se dovessi pensare a tutti i soldi che ho buttato in attrezzatura. molto spesso inutile, a quest’ora non andrei più a pesca.

Mi rendo conto che a volte è proprio una coccola acquistare una canna, un mulinello, o anche un’esca. La frustrazione di stare lontani dal mare ci spinge a colmare i vuoti con gli acquisti, rendendoci vulnerabili alle miriadi di offerte di cose che a volte nemmeno ci servono.

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E la crisi da acquisti impulsivo – compulsiva, colpisce tutti. Colpisce chi pesca da anni, che pur sapendo benissimo che un mulinello da 1000€ non verrà mai messo sotto pressione dai pesci presenti sotto costa, lo compra ugualmente, perché lo vuole, e motivazione più giusta non esiste. Colpisce chi pesca da due giorni, che vede la canna che usa tizio nel video, più leggera,affidabile, 10 volte più costosa di una canna di basso livello.

Avere in mano un oggetto costoso è quasi lo status symbol dell’essere dei “bravi” spinner, in questo preciso momento storico. Come se esistessero spinner buoni e spinner cattivi.

Ma sorvoliamo su questo punto.

Quello che mi preme sottolineare agli amici che cominciano da poco, è come sia facile incorrere in acquisti sbagliati. Personalmente, mi sono sempre fatto attrarre dalle cose costose, pensando fossero sinonimo di qualità, di professionalità.  E mi sono preso calci in bocca pazzeschi.

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Mulinelli pagati tanto, almeno per le mie tasche, che mandati in assistenza sono tornati uguali a prima. Canne da pesca rotte nel lancio, che tali sono rimaste perché le aziende cercavano mille scuse per non sostituire. E per non rivolere indietro nemmeno il grezzo.

Allora cosa pago a fare uno strapacco di soldi una canna che costa un terzo del mio miserabile stipendio, che se poi si rompe la posso solo usare per appenderci le esche in cantina?

E allora, via di canne da “Pochi euro”.  Ma quali pochi euro? Ma stiamo impazzendo? Pagare una cannaccia 70€ per pescarci a gomma e sentirmela definire “economica”? Per lanciare gommine cinesi?

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Questo succede perché l’asticella dei prezzi si è alzata piano piano, passando da prezzi quasi onesti a prezzi altissimi. E noi ci siamo adeguati, anche per una sorta, come idealizzavo prima, di status symbol, per il quale avere attrezzatura costosa equivale ad essere bravi in pesca, il quale crea un senso di appartenenza, un dream team di chi possiede le ferrari.

Non sto lasciando una morale e non ne sarei nemmeno in grado di farlo, sono solo avvelenato  che per l’ennesimo mulinello che mando in assistenza ricevo calci in bocca.  Quindi, onde evitare di ributtare i miei soldi, tutte le mie prossime pescate avranno come protagonista la nuova acquistata, cannaccia da 50 € monopezzo di marca sgrausa.

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Giusto per la cronaca, l’ho provata a gomma l’altra sera, e ho salpato quattro barracuda di peso,due erano dei vitellini. Ero talmente nervoso che stavo cercando di far esplodere il fusto con il pesce in canna. Ed invece, è ancora in rastrelliera pronta per la per la prossima pescata.

Vuoi vedere che resiste più delle sorelline più costose?

Matte

 

 

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