La vera natura delle cose

La pesca è quell’attività che rivela la reale natura delle persone. Andate a pesca con qualcuno e capirete chi è davvero. Se vi lascerà la postazione migliore in scogliera dopo aver scappottato per far scappottare anche voi, avrete trovato un compagno generoso. Se non vi chiede foto dopo una cattura, avrete trovato una persona sinceramente appassionata a quello che fa. Se rilascia qualche pesce, senza la pretesa di creare proselitismi, avrete condiviso la vostra passione con una persona di buon senso che rispetta il mare.
Purtroppo in un mondo in cui domina l’egocentrismo, è sempre più raro trovare compagni di pesca simili. La passione lascia il passo alla vanità, a volte nasce la competizione. Tutto diventa una gara, un susseguirsi di azioni atte a dimostrare che “alieuticamente” lo si ha più grosso. Avrebbe già poco senso sfidarsi sulla lunghezza del proprio pene; ma la debolezza dell’uomo medio mostra come in mancanza di “attributi consistenti” l’immagine fallica tipica dell’orgoglio maschile, venga trasferita metaforicamente ad altri ambiti, macchine di grossa cilindrata, pesci enormi presi a spinning, blog di successo. Ma guardiamo il lato positivo: almeno nei blog vediamo pesci non “uccelli” ed è già tanto.
Alcuni come il sottoscritto combattono l’egocentrismo e la vanità con l’anonimato. Io ho qualcosa da dire, alcuni lo troveranno interessante, altri stupido ma nessuno potrà dire che scrivo per apparire!
Ma del resto cosa ci si può aspettare in un mondo dove chi critica oggi, ieri era una delle tante pedine oggetto della sua critica attuale. Qualcuno li chiamava PROSTAFF imbiancati…ehm volevo dire sepolcri.  Io che SOVVERSIVO lo sono sempre stato, (in quanto i marchettari che spacciano cineserie come fosse oro, oggi sotto un marchio, domani sotto un altro, li ho già cestinati da tempo, da quando prima di diventare maestri di rock fishing, lo erano di surfcasting a mare forza olio negli anni che furono) e che mai mi son macchiato del peccato originale di metterci la faccia a beneficio di un’esca, diffido di tutti: so che chi ieri idolatrava domani può sputare merda, chi ieri era il bacchettone del catch and release, domani sarà il diplomatico pronto a stigmatizzare gli atteggiamenti più intransigenti, chi ieri era assetato di conoscenza oggi fa il maestro.  La giustificazione più gettonata è: nella vita si cambia. Io le chiamo bandieruole.
Perciò con le paternali e le frecciatine noi di SWF facciamo la stessa cosa che facciamo con la carta igienica. Ci puliamo il didietro. Cappottiamo tanto, peschiamo poco, abbiamo tanto da imparare nella pesca altrimenti avremo già smesso da un pezzo, ma onestà intellettuale ne possiamo insegnare a tanti finti maestri…
E dire che la bravura a pesca è indiscussa… se solo non lo fregasse il suo ego smisurato!
Forse a volte sarebbe meglio parlare di figa.

Mr Murrungio

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