Non voglio annoiarvi con la solita prefazione pallosa, per cui passo subito alla descrizione delle attrezzature ed alle catture effettuate.
Le attrezzature utilizzate sono state la solita co – matrix da 3/8 graffiata, pestata e maledetta e una GLoomis SJR 783 in GLX, entrambe abbinate a mulinelli 2500 caricati con treccia fine (dalle 8 alle 12 libbre), con FC 0,30.
L’approccio è avvenuto in punta di piedi : sappiamo tutti che in determinati spot, a fine novembre, le spigole si abbrancano, ed entrano in competizione alimentare. Partiamo dal presupposto che in questo periodo non è così difficile agganciare qualche bel esemplare, per cui cerchiamo di riservare il forno per esemplari di taglia, rilasciando i piccoli pezzi, che hanno ancora alcuni cicli riproduttivi davanti a loro.
Dicevo, avrei potuto fare molte più foto e sicuramente più catture, ma ho deciso che alcuni scatti, quelli giusti, bastino a dare il mio contributo alla pesca a silicone 2013. Per cui, le foto di seguito, si piazzano nel range delle 10 uscite tra Novembre e Dicembre.
Questo per sottolineare il fatto che il silicone è sicuramente un arma in più nell’artiglieria dello spinner, ma rende meglio se utilizzata nei periodi e nei luoghi adeguati ovviamente.
Una spigola caduta in inganno da un Molix, recuperato velocemente e stoppato sopra un campo minato…lo strike è avvenuto sullo stop (scusate la faccia) ;
Eccola tornare in acqua tranquilla e serena…
Nuovo giro, nuova corsa. Bassa pressione, picco di alta marea, due lanci nelle buche con uno shad bianco e sbam…la co – matrix si piega progressivamente e la ferrata avviene istantanea. Un veloce combattimento e due foto ricordo..
Come si può vedere dalla foto, la spigola è stata agganciata lateralmente nella parte molle, la ferrata decisa ha permesso all’amo di bucare perfettamente la bocca della spigola.
Quei puntini maculati mi fanno impazzire…
Anche lei, pochi istanti fuori dall’acqua e via di nuovo in libertà….
Un altra spigola caduta preda del Swim Impact….certe volte lo scodinzolio presuntuoso di quell’esca, anche solo in caduta, stimola l’attacco della spigola. Credo sia proprio una questione di vibrazioni, non di colore. Ho notato, ad esempio, nella pesca dei barracuda a silicone (ma questa, è un’altra storia), che il colore è determinante. A volte capitava proprio che snobbassero un colore per poi esplodere appena si cambiava.
Mentre, nella pesca alla spigola, ripeto, con condizioni favorevoli e pesce collaborativo, non ho riscontrato particolari differenze tra un esca rosa, una nera, una bianca. Fondamentale invece, capire il tipo di recupero e di vibrazione da abbinare all’esca, sopratutto, la dimensione. Per convinzione personale, parto dal piccolo, per poi salire di misura.
A volte, la frenesia è talmente tanta, che i piccoli esemplari, anche a luce piena e alta pressione, non tardano ad attaccare. Il giorno della foto (sopra) erano le 16 circa, arrivato, primo lancio spigoletta. Secondo lancio, spigoletta. Fa sempre piacere una cattura, ma se ci rendiamo conto che gli esemplari sono di piccola taglia, personalmente ritengo che è meglio attendere che bucare 20 pesci sotto taglia, con il rischio di fare danni irreparabili.
So già cosa vi starete chiedendo. “Ma pesca solo con quel tipo di esca??”
No. Ho provato di tutto. Ma a quanto pare volevano quello. Alla mangianza non si comanda, e lo swim impact la fa da padrone.
Vi lascio con la foto dell’ultima spigola presa per concludere questa piccola favola di acqua salata sulla pesca alla spigola a silicone. Spero di aver aiutato qualche spinner nello schiarirsi qualche dubbio su questa bellissima tipologia di pesca. Ripeto, ho solo cercato di descrivere il mio approccio al silicone, non voglio e non sono neanche in grado di insegnare niente a nessuno.
Alla prossima!
Matteo









