Barracuda VS Soft Bait – La dura legge del già visto (Parte 1)

barracuda

Diciamo che lo rispettano in tanti, altri non lo possono vedere, certi ne parlano male senza averlo mai conosciuto.  Ma lui se ne frega. Se ne stà con la sua famiglia, a girottare per le scogliere del mondo.  A volte, lo incontro in vacanza invernale nei porti, dice che si trova meglio. Ci si rifocilla in relax, il clima è più mite e nelle belle giornate di sole torna in scogliera, anche in inverno. Di chi sto parlando? Del barracuda.

L’ultima volta l’ho trovato un pò turbato. Aveva perso  l’appetito. Dice che, a volte, tra i tanti pesci che mangia, ne trova alcuni proprio duri, come se fossero di plastica. Con delle spine talmente affilate da bucargli il palato. Allora ha cominciato a titubare, a non mangiare più tutto quello che passa davanti al suo muso allungato.

Mi spiega che, a volte, perde la pazienza come gli uomini. Parte l’embolo, preso dall’istinto, dalla fame, da chissà quale perchè e addenta comunque i piccoli pesci in difficoltà, non accertandosi dell’effettiva consistenza naturale degli stessi. E cade in inganno.

Ma, in altri contesti, segue l’esca svogliato, pensando tra sè e sè “questa l’ho già vista”.

Alcuni anni fà, mi ritrovavo molte sere a  lanciare le prime hard bait moderne, che mi regalarono le prime divertenti catture , con pesci molto più collaborativi di oggi. In alcune giornate si catturava molto, in altre niente. E niente, significava niente. Non catturava nessuno.

Ed è in una di queste giornate, che incontrai un uomo dai modi gentili, il quale, già avanti anni luce sul nostro modo di pescare, con canne monopezzo, mulinelli poco colorati ma solidi, ci illuminò sulla branca della pesca a spinning che a distanza di anni continua a farmi divertire parecchio, la pesca a silicone.

Una sera, arrivò con con alcune canne già  montate (secondo me già montate, erano monopezzo), uno zainetto e una seggiolina. Si sedette in mezzo allo spot, spavaldo, come se fosse a casa sua. Ma, a prescindere,  eravamo talmente pochi che non disturbava nessuno. Con assoluta calma, sebbene l’acque ribollisse ma nessuno agganciava niente, tirò fuorì una scatola piena di esche strane.

Per lo più, delle anguillette in silicone. Con perizia, infilò un lungo amo all’interno dell’anguilletta, facendolo sbucare dall’altra parte, perfettamente al centro. Prese il moschettone, lo attaccò all’occhiello dell’amo e lanciò.

Una frustata secca, nella quale quale l’esca non raggiunse una distanza siderale, ma a quanto pare, quella giusta. Lo recuperava lento, con alcuni strappetti, lo fermava in corrente. Ed in men che non si dica la canna si piegò, una ferrata decisa e pochi secondi di combattimento…”Cazz…slamato!”, disse a voce bassa.

Notai il silicone, era distrutto. Prese un’altra esca, liquidò la vecchia e rilanciò. Due jerkatine e di nuovo canna piegata….stessa ferrata…ma questa volta il pesce era rimasto allamato.  Un combattimento interessante seguito da un salpaggio a trecciato in mano. Il barracuda era di taglia importante, forse alcuni kg. Lo slamò velocemente per poi rimetterlo in acqua. E vià così, nuovo giro e nuova corsa.

Pescò solo lui. Tanto che alla fine rimasi a guardare stupefatto quel signore che ci stava facendo ammattire. Mi chiese di tenergli la canna, con il pesce in acqua, un attimo, il tempo di salpare l’ennesima preda over size (secondo me lo fece apposta per farmi desiderare un poco la cattura, che quella sera, non arrivò).

E quello fù il via di per ammazzarlo di domande.

Io : ” Ascolti, se posso, vorrei sapere….ma che esca è quella?”

Lui : ” Prima di tutto presentiamoci. Io sono L., piacere”

Io : “Ok , piacere mio….ma quindi, che cos’è quella cosa?”

Lui : ” è un anguilletta in silicone. Si innesca così, niente di più semplice!”

Io  : “e i pesci si mangiano quella cosa là?”

Domanda stupida, visti i numeri della sera. E via a chiedergli come si anima, dove comprarla, dove bisognava utilizzarla…e una trafila di domande che finirono quando mi chiamò mamma, che era già mezzanotte e dovevo andare a scuola.

In conclusione? comprai anche io quelle anguillette così famose. Dove, la legge del già visto, riguardante i barracuda, veniva elusa perfettamente. La novità veniva addentata molto prima degli hard bait.

Mentre, per quanto riguarda me, non ho che ringraziare lui per avermi messo la pulce nell’orecchio. E come lui, tanti altri pescano a gomma sui barracuda. Non è sicuramente una novità, anzi, in questo caso viene ricompresa perfettamente nella dura “Legge del già visto“.

Quindi, anche se pesco relativamente da poco a silicone, la miccia venne accesa anni prima. Tutte le notti passate a giocare con i gommati, sono servite a creare un modo tutto mio di pescare con le soft bait. E più di affinamento della tecnica, parlerei di personalizzazione, proprio la caratteristica che preferisco nell’uso di quest’ultime.  Inoltre,credo che non si smetta mai di imparare.

Non ho inventato niente, è tutto ricompreso nella legge del già visto.

Mi sono dilungato sin troppo, ci vediamo tra alcuni giorni con la seconda parte.

Matteo

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