Locuste on the Road – Volume 1

Locusta

*** Prendete questo post con la stessa ironia con la quale è scritto, non si vuole offendere nessuno,si scherza eh!***

Eccoci quà.

E’ arrivata la primavera. Le piante sono in fiore, le temperature si fanno più miti, comincia a muoversi qualche pinnuto, quelli con i denti aguzzi sono i benvenuti.

La maggior parte degli spinner riconosce a odore la condizione giusta. Ognuno ha le sue teorie, che premiano più o meno questo o quello spinner.

Ma qualcuno no. C’è qualcuno che non riesce a farsi delle teorie proprie. Non riesce a comprendere l’importanza di un cappotto. Vuole sempre andare a colpo sicuro.

Vuole la pappa pronta. Vuole sapere quale esca usare, come lanciarla, come recuperarla, a che ora,dove, quale colore, con quale vento, con quale mare.

Cavolo, ma sembra come se dovessi andare a letto con una donna, e ci fosse un amico che mi dice tutti i particolari di lei, di cosa fare, di come farlo, etc.

A quel punto anche l’autoerotismo è meglio di una minestra riscaldata. Perdi il gusto della scoperta.

Tornando al soggetto, se malauguratamente aggancia un barracuda al porto, riesce a salparlo, a fare una foto con il barra agonizzante che nel 90% dei casi finirà nel forno…è finita.

Dovremo cominciare a chiamarlo Dottor – Professor – Ingegner. Comincerà  a dare lezioni, a sproloquiare su come, in quel mare importante (piattone ad alta pressione), è riuscito ad insidiare l’unico pesce (brancone di barra sotto i piedi) jerkando abilmente un esca che “va interpretata se no non regala” (buggio recuperato alla velocità della luce e conseguente barra suicida pieno di debiti nei confronti di Equitalia).

attelebus Tettigonia viridissima

Di chi sto parlando? Della LOCUSTA ON THE ROAD.

Maledetto Facebook. Sono riuscito a starci lontano per anni, sin quando la mia ragazza non  mi ha praticamente costretto. ODIO I SOCIAL NETWORK.  Hanno tagliato le gambe alle poche cose che di sano c’erano nello spinning : i forum e la condivisione delle emozioni. E’ bello scrivere ed è bello leggere. Ormai comunichiamo a SMS,cavolo. Ma mi trovo costretto, comunque, per condividere le mie emozioni con voi, a pubblicare questi scritti sul social. Io stesso preda del sistema.

Quella piattaforma sociale è stato lo start up della “Associazione Locusta Italiana : da più di 20 anni negli spot degli altri!”.

A prescindere, vorrei raccontarvi un’esperienza che mi ha fatto particolarmente ridere, anche perchè si tratta di un amico. Il tipico amico chiaccherone, simpaticissimo, mille parole al secondo di cui 998 cazzate e 2 articoli. Di quelle persone con la quale fà piacere condividere UNA giornata di pesca al mese. A prescindere, si ride da matti.

Un bel pò di tempo fà, quando ancora c’era un Governo eletto democraticamente, l’estate era più o meno libera dagli impegni. E si andava spesso a pesca. In una di queste giornate, ho avuto il piacere di pescare assieme a questo amico, che chiameremo X.

Non che io sia un pescatore provetto, ma ho le mie convinzioni come tutti, giuste o sbagliate che siano. Eravamo al porto, in un posto dove le spigole non mancano mai.

Particolarmente d’estate, con la corrente giusta, con piccole esche c’e da divertirsi. La taglia non è enorme, ma mangiano senza troppi indugi.

Allora, ho cominciato a spiegargli le mie convinzioni, essendo la prima volta che pescava a spinning.

“Se lo fai affondare troppo incagli….se senti il fondo solleva la canna e velocizza il recupero…lancia sempre contro corrente….mangia meglio nelle buche per cui sostaci di più…se senti la botta ferra forte…”

Perfetto. Tutto andava serenamente. Qualche botta, qualche cattura, anche per lui e tanto divertimento.

A circa metà nottata finisco le sigarette, e decido di andare a comprarle, lasciando X a pescare da solo. Tanto, dico io, cosa poteva capitare.

Torno, mi parcheggio dove prima, mi accendo una sigaretta e mi avvicino per assistere ad una simpatica scenetta, il cui protagonista era proprio lui. Aveva appena salpato una bella spigola, ed alcuni pescatori si erano avvicinati a dare una mano, essendomi allontanato per andare ad acquistare il mio futuro tumore.

E sento, da lontano “….no perchè qui mangia così! Guardi si fidi! Deve far strisciare l’esca sul fondo…e se sta per incagliare…solleva l’esca!….”…” sempre meglio lanciare controcorrente, ma scherza? Poi se riesce a farlo passare nelle buche…è fatta. E’ spigola,assicurato”. 

Le mie stesse parole, medesime, uguali. Non sapevo se ridere o se incazzarmi. Alla fine, lasciai perdere, mi feci una risata e non dissi niente.

Ma la cosa, non finì qui.

Chiaramente, quando fai inzuppare il biscotto una volta, il soggetto, ci vuole tornare a bomba. E quando ha inclinazioni da maestro, non tornerà con te. Tornerà con gli allievi.

Ed è quello che ha fatto, in gran compagnia, ha fatto acquistare a tutti quanti canna, mulinello e lo stesso artificiale. A tipo discorso politico, si mise a eloquire lezioni di spinning, pur essendo la seconda volta che andava a pesca. Il problema, è che non aveva ben chiaro cosa volesse dire pescare nelle buche.

Qualche tempo dopo, una mattina mi trovai al porto, dopo aver fatto l’alba in scogliera. Trovai un suo compaesano, che conosco bene, intento a far passare un pesciolino finto nelle buche degli scogli. Quelle dove si mettono i ghiozzi a prendere il sole, per intenderci.

Alla mia domanda “cosa cerchi di pescare in quel modo?” , mi guardò in un modo strano, forse l’aggettivo giusto è “con superiorità”.

“Sto pescando ALLA spigola, normalmente, vive nelle buche. Ma ti ho già detto troppo!” chiudendo il discorso con un occhiolino.

Bene. Avrei voluto chiedergli di più, finire la giornata a sganasciarmi dalle risate assieme agli amici pescatori.

Invece mi ha fatto riflettere. Cavolo, se per una cosa che diciamo, essa viene amplificata, in maniera negativa, come è successo in questo caso,  rischiamo di creare una generazione di mostri senza cervello. Perchè con un poco di lettura su internet, lo vedi da te che la spigola non vive nelle buche dei ghiozzi!

Andava bene così, per lui e per tutti i suoi amici. Il sapere infuso di X, che da una spigola diventò il guru della pesca al lancio, osannato da tutti. E dei suoi seguaci, che a loro volta diventeranno maestri per allevare seguaci ancora più stupidi.

Ebbene sì, loro sono delle vere LOCUSTE ON THE ROAD.

E proprio vero che tenere la bocca la chiusa fà vivere cent’anni. Penso che questo discorso riguardi anche i pesci.

Alla prossima favole sulle locuste bambini miei!

PATTE!

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