Spigole senza riflettori

Il tempo. Quale variabile, nella nostra vita, ha più importanza di esso?

Credo nessuna.

Il tempo, qualunque cosa accada, continua a scorrere. E se pensiamo che 6 ore su 24 le utilizziamo per dormire, bisogna preoccuparsi. Un quarto della nostra giornata lo spendiamo dormendo. In media, altre 8/10 ore a lavoro. E siamo a quota 16 ore. Altre due ore per prepararci e per andare a lavoro, quindi, siamo a quota 18 ore.

Rimangono 6 ore per stare con la famiglia, fare le commissioni, mangiare e fare tutte le restanti cose a cui siamo obbligati per sopravvivere. Il tutto è spiegato nell’equazione sottostante. Sostituite i vostri valori, e ditemi se rispecchia la vostra situazione. Chiaramente, T = 24, le ore della giornata.

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Poi c’è la pesca. Certo, gli esempi precedenti non riguardano chi non lavora o chi non ha impegni. Ma per chi rientra nella routine sopra descritta, la pesca diventa un sacrificio, pur essendo un piacere. Ritagliarsi quell’ora di libertà dai casini giornalieri non ha prezzo. A me non paga nessuno per scrivere in questo spazio. Non ricevo attrezzatura per farlo. Neanche magliette, nessun cappellino. Scrivo perché mi piace farlo, per spirito di condivisione, di confronto. Ed è un sacrificio anche questo.

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In questo esatto momento l’orologio del PC fa l’una e ventidue del mattino. Torno dall’ennesima uscita di pesca andata male e tra meno di 5 ore suona la sveglia, fortunatamente,per andare a lavoro. Il freddo ha cominciato ad impossessarsi dell’aria mite di qualche giorno fa, innescando in me un meccanismo di rallentamento funzionale non indifferente. Sto cominciando a vivere la pesca da eremita, salvo i casi in cui mi faccia veramente piacere uscire a pesca con amici. La voglia di dedicarmi alle foto è minore, forse è il momento, forse è il periodo strano dove sembra che questa pesca faccia ribollire gli animi peggio di una guerra, anche se credo fermamente dipenda dal periodo di crisi del nostro territorio.

Ritocco - Copia

Le foto di questo post sono tutte in bianco e nero. Sono oggettivamente brutte. Non mi piacciono. Sono fatte di fretta, in autoscatto, senza nessuna cura dell’ambiente o dei soggetti. Senza tempo e sacrificio, il risultato è questo. Ma non solo nella pesca. Le spigole di queste foto, catturate in luoghi così diversi tra loro, non hanno avuto la gloria che meritavano, è vero. (Anzi, per l’esattezza una di loro ha avuto una degna morte con i porcini , le altre sono tornate in acqua.).

Spigola_Xwalk

Ho cancellato le esche con cui le ho pescate, tanto non interessa a nessuno. Ho tagliato gli spot ed eventuali riferimenti. Ho fotografato le spigole, senza riflettori. Ho voluto evidenziare come una foto fatta male renda brutto un pesce splendido come la spigola,e di come saper fare le foto, i video, e tutto ciò che concerne rappresentare un gesto di pesca, abbia bisogno di tempo, di sacrificio, di ore di sonno perse. Vedere belle foto, (non è il mio caso su questo blog, io punto almeno a farle decenti), è frutto di esperienza, di studio. Non basta avere una reflex. Come per fare i video, ho imparato a mie spese, bisogna avere l’attrezzatura giusta ma sopratutto esperienza e professionalità.

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Ragion per cui, la magia della pesca, per quanto mi riguarda, vive in quella sottile linea di chi riesce a stupirci, regalandoci l’emozione di una cattura seduti sul divano o sulla sedia di un PC. E’ palese che qualche trucco del mestiere venga utilizzato, sarebbe impossibile, ad esempio, riuscire a filmare tutte le ferrate in diretta, se non nella pesca in mangianza.

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E’ come chiedere ad un mago di spiegarci i trucchi. Siccome non fà del male a nessuno, anzi, si beneficia del momento di leggerezza, sarebbe inutile rovinarci la magia. E come sempre, ci vuole voglia, passione, costanza e TEMPO.

“Nessuna cosa ci appartiene, soltanto il tempo è nostro.”

 Lucio Anneo Seneca

 Matte

La P2 della pesca a spinning

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Questa volta Mister Murrungio l’ha fatta fuori dal vasetto. Un articolo pesante, dove non oso mettere bocca. Un’ironia cattiva, sicuramente causa dell’ambiente malsano in cui la pesca a spinning giace ultimamente. Questo lo pubblico, ma con riserva. Dovessi ricevere molte lamentale…rimarrebbe lì dov’è.

Perchè, meno male, almeno il diritto ad esprimerci è ancora scelta di ciascuno di noi.

Matte

Sto reclutando Spinners per creare un nuovo gruppo segreto, massonico, occulto di pesca.

Non ho ancora deciso i requisiti minimi ma per adesso mi accontento di chiunque abbia postato in giro per la rete qualche foto o report di pesca, in modo che sia conosciuto e che la gente possa rosicare.

Magari che abbia anche il pedigree da “rilasciatore” di pesci, in modo da poterlo erigere a Totem dello spinning e cazziatore di assassini di pesce. Poi si sa che chi rilascia tutto è sempre più figo degli altri.

Si perché anche se mi sta sul ca**o la brutta piega che sta prendendo lo spinning e la troppa pubblicità che gli viene fatta mi sembra giusto comunque fare il gruppo massonico, segreto e occulto, pubblicizzarlo, parlarne con mezze frasi strategiche, in modo che il chiacchiericcio germogli nelle bocche di tutti, che se ne parli, e mi crei quel godimento perverso che solo il far parte di un élite autocelebrativa può darmi. Un po’ come i rapper che fanno le rime dicendo quanto son fighi. Anche se se lo dicono da soli.

Sicuramente anche pescare fuori dai miei 4 spot, ma solo con le imbeccate del local di turno può aiutare a far crescere la mia aura da spinner selvaggio e dannato, un po’ rude ma sempre buono con le spigole…Un po’ come l’uomo tigre che ha grande bontà ma col nemico non ha pietà.

Perciò invito tutti gli spinner di tutte le età, vanno bene anche gli over 30 che hanno ancora quelle turbe giovanili da mancanza di approvazione, e hanno bisogno di apparire. Se non ci ha pensato la mamma a dirvi quanto siete bravi ci pensiamo noi. Raggiunto il numero limite chiuderemo le iscrizioni e faremo finta di essere segreti. Poi siccome non ci cagherà nessuno, perché per fortuna la maggior parte della gente pensa ancora solo a pescare, appariremo in qualche forum a postare report che trasudano appartenenza al nuovo gruppo segreto, massonico, occulto di pesca, con qualche frase tattica in codice, sperando che qualcuno la noti.

A breve organizzeremo il raduno, siete pregati di portare da casa cappuccio nero, compasso, grembiule e squadra per misurarci il pene. Chi lo ha più lungo vincerà una serie di ancorotti, sulla schiena.

Accorrete numerosi.

Si fa per scherzare……. Mi auguro scherziate anche voi!!

Mr. Murrungio “

Evolution Tackle – Nemesi 140

 …not another jerkbait….

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Lunghezza : 140 mm

Peso : 17 grammi

Azione : Slow Sinking

Caratteristiche :

  • armatura Interna in acciaio Aisi 316Ti (Titanio) ;
  • barra scorrimento cilindro interno in acciaio Aisi 316Ti (Titanio) ;
  • ancorette – n. 3 Thrinax SW Misura #6 – 4x (Tin) ;

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Era da parecchio tempo che non vedevo sul mercato un jerk da 140 mm che mi incuriosisse per particolari caratteristiche. L’ultimo che la mia plano ricordi fù il Mommotti 140, primo killer di barracuda agli inizi, per me, di questa splendida pesca. Esca di cui conservo ancora svariati esemplari che vengono utilizzati nelle giuste condizioni. Ma,se i japponesi ci chiamano jerk generation, hanno una motivazione fondata.

La maggior parte degli spinner che frequento, io compreso, appena arriva in scogliera, con mare formato (ed a volte anche con piatta), sfodera le esche più lunghe che la cassetta possa contenere (180/190), forse più per abitudine che per effettiva convinzione. In determinate condizioni, è palese che un esca debba tenere bene la corrente e lanciare controvento (anche se conosco molte esche, ad esempio di misura 125, che fanno il loro sporco lavoro).

Nelle giuste condizioni,secondo il mio parere, un 140 con un movimento particolare, può dare grandi soddisfazioni.

Per la mia piccola esperienza, le vibrazioni sono molto importanti. Laddove una jerkata non stimola l’istinto del predatore, il movimento lineare di un minnow ben manovrato, può risolvere una giornata di pesca. Il Nemesi è un’esca che mi è piaciuta molto, ragion per cui ho deciso di dedicarle un piccolo spazio sul blog.

 

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Lancio :

Il lancio è una caratteristica che ritengo molto importante in un 140. Perchè in mezzo alla schiuma, con vento moderato e raffiche, è difficile lanciare quei 20/30 metri ideali. L’ho utilizzato un paio di uscite con mare importante, e bucava  benissimo il vento fastidioso che metteva in bando il trecciato.

Appena si frusta, si sente il “tac” dello spostamento dei pesi interni, e un missile  parte verso il mare. A quanto ho capito, i ragazzi del progetto hanno brevettato un sistema di pesi tutto particolare,ma non sono buono con i  tecnicismi e neanche mi interessano. Buca bene il vento, non sfarfalla e si lancia bene. In assenza di vento, l’esca vola perfettamente in assetto solo accompagnando il lancio, senza bisogno di particolari sforzi. Le canne con cui ho provato l’esca sono state una GLX 5/8 e una St Croix da un oncia e un quarto. La GLX, abbinata ad un 2500 con il 15 libbre sembra essere la giusta dimensione per questa esca.

Prede : La misura 140 è una via di mezzo, che può andar bene praticamente per tutti i predatori insidiabili dalla costa. Le prede catturate sono state alcuni barracuda, svariate spigole ed un piccolo serrotto caduto preda di una colorazione chiara durante la notte.

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Movimento :

Qui ci sarebbe da scrivere due pagine. Una persona, quando compra un esca, ad esempio un popper, sà bene che l’obiettivo finale è quello di creare degli spruzzi sulla superficie dell’acqua che appaiano al predatore come minutaglia. Poi, che lavori poco sotto la superficie, che abbia una forma più o meno particolare, rimanda ai nostri gusti personali.Quindi, all’acquisto di un “jerk”, ci si aspetta che il suo lavoro venga svolto principalmente nell’atto della “jerkata”, e se nel recupero lineare perde un poco di movimento,non importa.

Questa “perdita” di dinamica non accade nel Nemesi 140, descritto come jerk minnow. Ripeto, non sono buono con i tecnicismi, per cui me ne frego e vi riporto le impressioni con termini più “comuni”.

Nelle jerkate sbanda ampiamente, ed ad ogni jerkata il suo movimento è diverso da quello precedente, risultando uno sbandamento più o meno  ampio a seconda della forza impressa. Mostra il lato molto spesso, emettendo, nelle colorazioni che lo concedono, dei flash che ritengo molto  importanti ai fini della cattura.

Ma non è questo che mi ha colpito, perchè più o meno tutti i jerk si comportano in questo modo. La particolarità che mi è rimasta impressa è che lavora sino a sotto ai piedi. La paletta ha una forma particolare, ed anche lavorato dall’alto rimane in acqua sino all’ultimo giro di manovella.Recuperato lento, lineare, sembra un pescetto a passeggio, sinuoso e tranquillo. Recuperato veloce, l’esca diventa un pescetto in fuga, sfarfalla da una parte all’altra, ma senza diventare innaturale.

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Il recupero che più mi piace imprimergli è un recupero completamente irregolare. Jerkate verso il basso portano l’esca a puntare il muso verso il fondo, mentre i continui cambi di direzione legati alle variazioni di velocità creano un scheggia impazzita, un pesciolino in difficoltà, che raramente passerà inosservato in presenza di predatori.

Negli stop l’esca punta il muso verso il basso, e la sua essenza slow sinking, in condizioni di mare poco formato, le consente di essere quasi un’esca suspending. Come si riprende il recupero, il nemesi guizza via velocissimo.

Tiene molto bene la corrente e la sua paletta resistente fà sentire in canna il suo scodinzolio deciso : quando si accelera e si accompagna la canna lateralmente si percepiscono perfettamente le vibrazioni emesse. Per i lettori abituali, è noia sapere quanto mi piaccia pescare leggero, e con il nemesi riesco ad avere un jerk utile al tipo di  pesca che prediligo senza dover necessariamente lanciare 35 grammi.

Sopratutto, posso imprimergli esattamente il  movimento che mi viene in testa al momento. Sicuramente un arma diversa rispetto ai 140 già presenti sul mercato, che si piazza esattamente in mezzo ai minnow con un movimento con forte personalità, ma inutili da jerkare, ed  ai jerk veri e propri. Un bella scoperta.

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Vernice e colori :

Questo è un punto dolente, per quanto riguarda i miei gusti personali. Mi piacciono le esche con colorazioni senza mille sfumature, puntini, colori particolari. Su 6 colori in cui viene, per ora, prodotto il nemesi, solo tre rientrano nei miei canoni. Conosco bene la diatriba sulle colorazioni, chi dice che non influisca, chi si basa  solo su quello, etc. Il Bianco lo prediligo su ogni tipologia di esca.

Mentre, riguardo la vernice, tanto di cappello. Anche dopo svariati pesci dai denti aguzzi, botte sulle rocce, colpi nella plano, la vernice resiste egregiamente. Il colore è molto resistente, e non tende a “sfogliarsi”. I flash emessi dalle colorazioni che detengono intrinseca questa caratteristica sono ottimi, durante le jerkate si vede perfettamente come la luce riflessa sulla livrea genera piccoli “lampi”.

E’ chiaro che, a medio lungo termine, è tutto da vedere.  Dopo circa 20 uscite, l’esca è ancora in ottime condizioni.

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Armatura, paletta ed ancorette :

Armatura passante, ancorette affilate , paletta solida. Non posso ancora esprimermi a riguardo, non avendo ancora agganciato pescioni. Per ora, tutti i pesci agganciati sono stati portati a terra. Le ancorette sono molto affilate,è sufficente che il pesce ne venga a contatto,pur senza attaccare l’esca, che nella maggior parte dei casi rimarrà allamato. La paletta ha un rinforzo alla base che la rende più resistente alle botte, senza inificiare il nuoto e l’aerodinamica nel lancio.

Per tutte le volte che l’ho sbattuta sulle rocce, avrebbe dovuto perdere la paletta, o come capita in alcune esche, perdere gli occhietti. Invece niente di tutto questo è capitato.

Le ancorette non hanno segni di ruggine. Devo specificare che, appena torno a casa,lavo con acqua dolce tutte le esche che utilizzo nella pescata, di conseguenza allungo la vita utile a tutte le parti metalliche presenti nei plastichetti.

 

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Giudizio Conclusivo

La mia impressione su quest’esca è decisamente posivita. Si lancia bene,tiene il mare, ha un bel movimento ed ancorette affilate. Quindi tutte le caratteristiche necessarie ad un esca per rientrare nella scelta delle plano. La verniciatura è ottima, mentre, per le colorazioni, avrei preferito altri colori. Ma non si può pretendere tutto, le caratteristiche che possiede sono più che sufficienti per ritenerlo un artificiale valido.

Chiedo scusa per le ultime due foto poco definite, ma l’autoscatto è una tecnologia a cui i miei meandri non si sono ancora del tutto abituati.

Faccio un grande in bocca al lupo al progetto Nemesi, tutto italiano formato da ragazzi giovani, che in questo momento sfida le leggi di un mercato generale in progressivo fallimento.

Matte